giovedì 12 aprile 2012

Battle Ropes

Apriamo la rubrica dedicata alla Preparazione fisica con uno degli strumenti più utili per i praticanti di sport da presa : le Funi Navali (Battling,o Battle, Ropes).
L' allenamento con le funi è ciò che si avvicina di più, quanto a impegno muscolare, al lavoro compiuto durante un incontro di Jiu Jitsu o sport affini, è quindi uno dei lavori che consigliamo ad ogni lottatore di inserire nella propria routine. 
Fino ad ora le Battle Ropes sono uno dei metodi più intensi mai sperimentati che abbiano al contempo una elevato grado di funzionalità per chi pratica sport di contatto : 

Stavo cercando un modo per sostenere la forza,la rapidità e la potenza per periodi più lunghi” ha detto James Brookfield, lo Strongman che ha “inventato” questa nuova via.

Questa tipologia di lavoro non solo è altamente allenante, andando a migliorare la nostra Forza Resistente in maniera notevole, ma grazie all'assenza di carico (o quasi) sulle articolazioni si riduce il tasso di pericolosità a livello d'infortuni o traumi.

L'idea è abbastanza semplice: l'unica cosa di cui si ha bisogno è una fune di diametro compreso tra 30 e 50 millimetri, la cui lunghezza può essere compresa tra i 10 e 15 metri  e di un qualcosa a cui farla passare attorno.
Con questo semplice attrezzo è possibile fare diversi tipi di lavori i quali tuttavia si basano sempre sul semplice concetto di afferrare la fune alle due estremità e farla oscillare con un movimenti ritmico di braccia andado così a creare delle onde con la stessa. 
Naturalmente al variare della tipologia del movimento sussultorio delle braccia corrisponderanno onde di tipologia differente e con esse cambierà anche lo stimolo muscolare.

Ecco alcuni esempi :

Up&Down Waves = Afferrate la fune con presa supina e create delle onde muovendo simultaneamente le braccia dall’alto verso il basso.



Alternating Waves =  Sempre afferrando la fune con presa supina,creare delle onde dall’alto verso il basso,ma stavolta alternando le braccia.



In&Out Waves = Creiamo delle onde aprendo e chiudendo le braccia velocemente all’altezza delle spalle.



Jumping Slams = Mantendo la presa mostrata finora, saltare verso l’alto e nel punto di massima altezza sbattere violentemente la corda verso il basso atterrando in posizione di squat.



Tutti gli esercizi possono essere eseguiti anche con presa prona.

Il protocollo di allenamento più usato è il TABATA, ovvero 4 minuti di esercizio suddivisi in 20 secondi di lavoro alla massima velocità, seguiti da 10 sec.di pausa, il tutto ripetuto fino all'esaurimento del tempo totale (8 serie).

E' tuttavia molto utile anche inserire una stazione di Battle Ropes, che può durare da 30sec. a 1 minuto, all'interno di un circuito specifico di più esercizi.
Per familiarizzare con questo strumento è consigliabile un percorso con i 4 esercizi mostrati, eseguendoli per 20 secondi ciascuno senza pausa, con un recupero finale di 1 minuto per poi ripartire e ripetete la routine dalle 3 alle 5 serie.


A cura di ANDREA COVA

domenica 8 aprile 2012

La periodicizzazione della preparazione!

Con il passare del tempo il jiu jitsu barsiliano tende a divenire sempre più un sport professionistico poichè gli atleti che ne fanno un "lavoro" dedicandosi perciò solo ad allenarsi e competere sono in una costante crescita, sia all'estero che in Italia.

Questo fa si che ci si possa allenare più volte al giorno e seguire ritmi differenti dall'amatore con l'intento di confrontarsi con i super campioni che oggi dominano la scena delle competizioni.
La naturale conseguenza di questo è stata l'introduzione della "preparazione fisica" nella routine di allenamente di chi desidera perseguire tale scopo e, all'insorgere di questa esigenza, sono spuntati fuori centinaia di preparatori e altrettanti attrezzi e metodologie esotiche su come si prepara un atleta.
Ma come ci si prepara davvero?
Esistono delle linee guida su come si programma l'allenamento fisico nell'arco di una stagione agonistica?
Ebbene COMBATE! vi propone alcune linee guida su come è possibile organizzare la propria stagione:

La preparazione di ogni atleta dovrebbe essere ben studiata e programmata sulla base degli obiettivi dello stesso e sopratutto in base proprio calendario agonistico.
Per semplificare questo arduo compito è utile suddividere il periodo di preparazione in Macrociclo, Mesociclo e Microciclo tenendo sempre presenti gli obiettivi che l'atleta si prefige.

Il Macrociclo di allenamento è rappresentato dall’intervallo di tempo che va dall’inizio della preparazione generale, fino al termine delle gare, compreso il periodo di riposo post agonistico.
Tale intervallo può essere suddiviso in periodo preparatorio, periodo agonistico e periodo di rigenerazione.
Il primo periodo è costituito dalle tappe generale, fondamentale e speciale; il secondo coincide invece con il periodo di gara; il terzo periodo (di rigenerazione) ha lo scopo di far recuperare all’atleta le energie spese, soprattutto durante la stagione agonistica.

Le varie tappe di allenamento sono a loro volta suddivise in Mesocicli e Microcicli.

Come dice la parola stessa, il Mesociclo dura solitamente un mese di preparazione ed è caratterizzato dall'omogeneità degli obiettivi di allenamento, per cui all'interno del macrociclo annuale si possono disporre diversi mesocicli come ad esempio un mesociclo per lo sviluppo della forza o mesocicli per la crescita muscolare.

Il mesociclo a sua volta è suddiviso in microcicli.
Il modello tipico del Microciclo è invece la settimana di lavoro. Il microciclo è tuttavia variabile in relazione al numero di elementi costitutivi dell'allenamento di un determinato mesociclo: più essi sono frequenti e più giorni durerà il microciclo.
La durata del microciclo può variare molto, di solito da 2 a 7 giorni. Nel caso in cui duri 7 giorni, si parla di microciclo settimanale di allenamento, che é frequentemente adottato soprattutto per motivi di praticità.


Nello specifico, per strutturare un microciclo bisogna considerare i seguenti fattori:

1) l'entità dei processi di affaticamento determinati da ciascuna seduta;
2) il tempo di recupero che le specifiche fatiche richiedono;
3) l'effetto cumulativo di fatica di alcune sedute (anche con sollecitazioni di differenti sistemi funzionali);
4) l'intensificazione dei processi di recupero che determinano esercizi di debole intensità dopo sollecitazioni elevate;
5) le variazioni di capacità di lavoro con impegno di specifiche qualità fisiche nel corso di due o tre sedute consecutive con sollecitazioni di diversi sistemi funzionali.

TIPOLOGIE DI MICROCICLO

GRADUALE: È caratterizzato da un debole livello di sollecitazione.

DI SVILUPPO: Caratteristiche principali: elevato volume a media intensità; alta intensità e medio volume.

DI CHOCK: Grande volume con elevato livello di sollecitazione.

DI APPROCCIO: Ovvero di preparazione alla gara.

DI RECUPERO: Questo microciclo ha la funzione di recuperare da un microciclo di chock, oppure al termine di un ciclo agonistico.

AGONISTICO: Viene organizzato in funzione della programmazione delle gare.

Data ora la struttura da dare alla propria preparazione è facile evincere che dipente in tutto e per tutto dagli obiettivi che ci si prefige, ad esempio chi è all'inizio dovrà dedicari per alcuni mesocicli alla preparazione generale al fine di poter costruire un fisico idoneo alla pratica sportiva del jiu jitsu e solo in prossimità della gara passare ad una fase di preparazione detta speciale volta a finalizzare e quindi raffiniare le qualità atletiche acquisite (forza, resistenza, velocità...) in accordo con gli sforzi e gli stress a cui si viene sottoposti nel caso specifico della gara e solo in prossimità di essa passare al microciclo di recupero.
Chi invece posside già qualità atletiche apprezzabili avrà un periodo breve all'inizio del proprio macrociclo detto di mantenimento o sviluppo nel quale in base alla scelta di mantenere la propria categoria o con l'intento di cambiarla porterà il fisico alle condizioni da lui scelte in maniera graduale per poi passare ai mesocicli di preparazione specifica nei quali curerà con maggiore attenzione le caratteristiche che desidera affinare.

Insomma un preparatore che si rispetti deve per prima cosa conscere voi e i vostri obiettivi e insieme programmare la la vostra stagione.

E tu come ti prepari?

martedì 3 aprile 2012

Il jiu jitsu in rosa: Serena Gabrielli

Seppur il jiu jitsu stia avendo sempre più un espansione demografica in tutto il mondo, un fenomeno che con fatica si sta affermando è il jiu jitsu femminile.
Se si parla con vecchi maestri (e purtroppo spesso anche con maestri di oggi) di questo argomento si può sentire una vena maschilistica, sembrano quasi non volute.
Ad oggi ancora ci sono tornei in cui le donne si trovano a combattere in sole 2 categorie di peso e solo recentemente nei tornei della IBJJF è stata separata la categoria delle cinture marroni dalle cinture nere.
Tutto questo testimonia e giustifica una carenza di donne in questo sport, eppure in uno sport in cui la tecnica è il fattore differenziale tra un atleta e l'altro sono proprio le donne che, non potendo contare sulla prestanza fisica di un uomo, spesso si trovano a sviluppare un jiu jitsu più raffinato.

Noi siamo andati ad incontrare Serena Gabrielli, atleta pluridecorata del team Cyclone,  per sapere di più sul movimento dei kimoni rosa:

Ciao Serena, puoi presentarti?
Salve a tutti mi chiamo Serena e sono nata a Roma 25 anni fa. La mia vita è sempre stata incentrata sullo sport perché per fortuna i miei genitori mi hanno permesso di praticarlo sin da quando avevo sei anni. Anche a scuola non vedevo l’ora di fare educazione fisica cercando di dare il meglio nelle discipline studiate: dal lancio del peso alla pallavolo. All’ età di 18 anni mi sono avvicinata alle arti marziali per poi approdare al Jiu Jitsu Brasiliano.

Da quanto tempo ti alleni?
Ho conosciuto il Jiu Jitsu Brasiliano nell’estate del 2009 e da 3 anni a questa parte lo pratico assiduamente tutti i giorni e anche più volte al giorno!

Quali sono le difficoltà che hai incontrato in questo sport?
Le difficoltà che ho incontrato da quando ho cominciato per fortuna non sono molte. Sicuramente a livello tecnico perché esistono innumerevoli tecniche con altrettante varianti, per non parlare dei minimi dettagli di ognuna di esse.
 La difficoltà più grande però è stato il forte maschilismo che caratterizzava il team dal quale il mio mestro ha deciso di staccarsi recentemente per altri motivi. Mi ricordo che quando ho cominciato ero l’unica ragazza che frequentava perché tutte le altre dopo una lezione di prova fuggivano  a gambe levate disgustate dal troppo “testosterone” presente in sala! Inoltre era difficile allenarsi seriamente perché a parte qualche compagno con un po’ di cervello, in pochi volevano lottare con me perché pensavano che le donne dovevano stare in cucina. 
Roba da matti!! 
A tutto questo però devo darne atto perché mi ha dato la forza di non mollare e mi ha reso più forte.

Com'è la situazione del tuo team, quante ragazze ci sono?
 Nel team Cyclone, creato di recente dai maestri Andrea Verdemare e Simone Franceschini, per fortuna le cose sono cambiate. Quello che caratterizza ora le lezioni è il Jiu Jitsu: la tecnica, l’agonismo e l’amicizia. Inoltre adesso ci sono molte più ragazza che frequentano, 4 solo nella sede centrale di Roma dove mi alleno anche io.

Cosa ti piace di più in questo sport?
In questo sport non c’è una sola cosa in particolare che mi piace più delle altre, perché mi piace tutto: dal riscaldamento, alla tecnica, alle lotte ma anche alle vittorie e le sconfitte in gara che ti fanno tornare in accademia con la voglia di migliorarsi.




Chi sono i tuoi idoli in questo sport?
Non ho un vero e proprio idolo anche perché  è facile idolatrare un campione solo perché vince sempre o perché fa delle tecniche mirabolanti. Diciamo che personalmente mi ispiro a diversi atleti. In primis ai miei insegnati che mi seguono tutti i giorni. Parlando dei grandi campioni mi ispiro a Malfacine, Rubens "Cobrinha" Charles e Rafael Mendes. Nel campo femminile i miei punti di riferimento sono Leticia Ribeiro, Michelle Nicolini e Luanna Alzuguir.

Cosa ne pensi delle donne nelle MMA?
Purtroppo non seguo molto le MMA perché personalmente non mi piacciono soprattutto se praticate dalle donne.

Vuoi dare qualche consiglio alle ragazze che si accostano a questa disciplina?
L’unico consiglio che posso dare alle ragazze che si avvicinano a questa disciplina è di non mollare, di tener duro anche se la strada sembra sempre più in salita.

Grazie mille per la disponibilità e lo staff di COMBATE! ti augura buona fortuna per tutte le tue nuove sfide!

giovedì 22 marzo 2012

Cos'è il jiu jitsu brasiliano?

Quante volte vi è capitato di sentirvi chiedere cosa fate e non riuscire bene a spiegare l'essenza della vostra disciplina al vostro interlocutore?

Tutti noi conosciamo la storia del conte Koma che migrò in brasile e trovo supporto presso la famiglia Gracie, la quale fu ricambiata con lezioni di Judo e Ju Jitsu. Da qui la mirabolante storia della dinastia Gracie cominciata con Carlos Sr. e a discendere attraverso giganti marziali del nostro tempo come Helio, Carlson, Rickson, Royler fino a quello che oggi viene considerato il più grande competitore di tutti i tempi: Roger Gracie.


Ma se un giorno arrivasse una tv locale e vi chiedesse  in poche e semplici parole cos'è il jiu jitsu brasiliano?

Bene noi vi proponiamo alcune definizioni pronte per l'uso per levarvi da ogni imbarazzo:

1) "Il jiu jitsu brasiliano è il miglio risultato con il minimo sforzo"

2) "Il jiu jitsu brasiliano è fare forza nel momento e nel punto giusto"

3) "Il jiu jitsu brasiliano è un ingegneria marziale: tramite una serie di leve e il concetto di gestione del peso del proprio corpo ti permette di avere la meglio su avversari molto più possenti di te, essendo così adatto a qualsiasi persona di qualsiasi età, ma proprio come quando un ingegnere costruisce un ponte non ci possono essere errori di calcolo altrimenti il ponte crolla!"

4) "Il jiu jitsu brasiliano è il piccolo che batte il più grande"

5) "Il jiu jitsu brasiliano è l'arte marziale più evoluta dal punto di vista del combattimento corpo a corpo che affonda le sue radici nella difesa personale"

6) "Il jiu jitsu brasiliano è come una partita a scacchi!"

7) "Il jiu jitsu brasiliano è una variante brasiliana del judo giapponese, basata sul principio della sottomissione che si specializza nel confronto al suolo."

8) "Il jiu jitsu brasiliano è evoluzione!"

9) "Il jiu jitsu brasiliano è un arte marziale fatta su misura per l'uomo, si adatta ad ogni biotipo e il modo di lottare muta al passare del tempo in accordo con le proprie caratteristiche fisiche"

10) "Il jiu jitsu brasiliano  è chiudere questa pagina web ed andare in palestra ad allenarsi!"

E per te cos'è il jiu jitsu brasiliano?